Raduno al Bosco delle Penne Mozze, 45esima edizione : in migliaia gli alpini rispondono “presente”

Dalla Grande Guerra alle emergenze nazionali, gli alpini rispondono sempre “presente”. Questo il messaggio che giunge forte dal 45esimo raduno al Bosco delle Penne Mozze che si è svolto ieri, domenica 4 settembre, a Cison. Questo tradizionale appuntamento di fine estate nel commovente memoriale cisonese, non è mai un momento banale. Sarà per la qualità dei relatori, sarà per la solennità del luogo, ma i messaggi che partono dal Bosco delle Penne Mozze fanno sempre riflettere.

Tanti i momenti suggestivi, dalla “Foglia” apposta “all’Albero del Ricordo” dalle sezioni di Roma e Udine, alla Santa Messa solenne, alle orazioni ufficiali. Tantissimi i sindaci del territorio, a testimoniare lo stretto legame degli alpini con le genti venete.

E’ stata anche la” prima” al Bosco di Cison di Francesco Introvigne in qualità di presidente della sezione Ana vittoriese. E’ spettata a lui la lettura della preghiera dell’alpino, al fianco del vescovo di Vittorio Veneto Corrado Pizziolo, a segnare una ritrovata armonia tra la sezione e la curia dopo le incomprensioni del passato. Richiamandosi alla parabola evangelica il vescovo ha esortato i giovani a rendersi disponibili, sul modello degli alpini, per fare della propria vita un dono.

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Ad emozionare le migliaia di penne nere ci ha pensato il Past President Nazionale, Corrado Perona, che ha eletto il “Bosco delle Penne Mozze” a meta obbligatoria dell’adunata del Piave 2017. Con la sua carica umana ha ricordato il sacrificio di tanti giovani e i patimenti delle terre venete che si sono trovate al fronte nella Grande Guerra. Perona ha poi esortato le istituzioni ad essere istituzioni con la “I maiuscola”. Il presidente emerito ha dato un’anticipazione che segna una svolta epocale; all’adunata nazionale del 2017 a Treviso sfileranno anche gli “amici degli alpini”. Si tratta di familiari, amici e simpatizzanti, aggregati Ana con tanto di tessera, ma senza cappello. Sono moltissimi e rappresentano la linfa vitale per il futuro dell’associazione.

Il generale Renato Genovese partendo dal ricordo di tante giovani vite alpine spezzate, è arrivato all’attualità del terremoto che ha devastato il centro Italia. Sono ottocento gli alpini che stanno lavorando nelle zone colpite dal sisma. Sarebbero potuti essere molti di più, ma la Protezione Civile necessitava di questo numero di penne nere. Il generale si è soffermato soprattutto sul “post-emergenza”, quando saranno da ricostruire le scuole e gli edifici pubblici necessari per ritornare alla normalità. Gli alpini allora ci saranno, come al solito, come sempre.

 

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